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Ascolta Pashkà

ed. il manifesto

1-Trammari 
2-Sto 
3-Tres pasos 
4- gading 
5-Pashkà 
6- Mare monstrum
7-Ritratto 
8-Matera
9-Estuari 
10-Fragili derive
11-Ir dum 
12-Timeless 
13-Rosa di rabbia 
14-Il male divino(live version) 
15-Fratelli 
16-Il giardino di Giovanni


Rocco De Rosa – pianoforte e tastiere
Ralph Towner-chitarra (Timeless)
Maria Pia De Vito - voce(Mare Monstrum)
Barbara Eramo – voce
Daniele Sepe-Sax tenore (Pashkà)
Pasquale Laino - Fiati
Andrea Di Cesare – violino
Santi Pulvirenti – chitarra,quatro
Riccardo Cimino - chitarra (Mare Monstrum)
Antonio Franciosa - percussioni
Michele Rabbia - percussioni (Rosa di Rabbia)
Pino Pecorelli - contrabbasso
Marco Siniscalco - basso (Ir dum)
Giovanni Di Cosimo - tromba
John Maida - violino
Gaia orsoni - viola
Eszter Nagypal - violoncello
Registrato e missato presso Soundtrack Studio di Roma da marco De Angelis

Con “Trammari” il pianista e compositore lucano Rocco De Rosa prosegue nel suo percorso musicale che già con il lavoro precedente “Rotte Distratte”(2002) aveva subito una profonda virata verso sonorità prevalentemente acustiche e il “ritorno” a ritmi e a melodie che attingeveno ad una sorta di “memoria sonora collettiva“, arcaica e nello stesso tempo attuale,indissolubilmente legata al sud dell’Italia, alla sua cutura e alle sue tradizioni.”Trammari” rappresenta una ulteriore definizione della sua identità e della sua ricerca artistica. Le rotte adesso sono meno “distratte”e gli approdi dove fermarsi a riflettere o anche solo a “guardare”sono sempre più frequenti   Come in qualche misura suggerisce lo stesso titolo, è il mare in tutte le sue accezioni possibili l’elemento intorno al quale ruota tutto il lavoro. Il mare che quando non separa e allontana fa incontrare e unisce le culture,le lingue, i saperi(Trammari, Ir Dum,Tres pasos);iIl mare come unica via di fuga dalla fame e dalla disperazione che  diventa luogo di morte per migliaia di emigranti, corpi senza nome di cui nessuno saprà più nulla (Mare Monstrum,);il mare orizzonte da contemplare, come spazio meditativo (Sto, Gading).
E “tra i mari” la terra, il sud con i suoi colori i suoi suoni i suoi drammi. Il meridione con il suo tempo dilatato, la lentezza del pensiero e dei gesti (Ritratto, Fragili derive, Timeless,Fratelli)ma anche con la sua disperazione(Il Male Divino,Estuari) e i suoi silenzi (Matera,Rosa di rabbia). 
Il giardino di Giovanni scritto da Rocco De Rosa con Sergio Endrigo nell’89 è un omaggio affettuoso al grande cantautore scomparso, così come Pashkà è dedicato all’amico musicista,tecnico del suono Pasquale Trivigno che per anni ha registrato i dischi di Rocco De Rosa nel Little Italy Studio di Campomaggiore (PZ) (dove curava anche l’attività dell’etichetta Officina)